Pasticceria Fior di Bosco

Un piccolo capolavoro di dolcezza

Come in una favola di Natale, il profumo di cannella dissolve ogni nube, profuma l’atmosfera d’arancia candita, illumina l’orizzonte con stelle di vaniglia.

Come in una favola di Natale, un giorno qualunque, Maria Cristina e Giuseppe hanno impastato le loro vite e quello che ne hanno sfornato è un piccolo grande capolavoro di pasticceria…Il Fior di Bosco.

Giuseppe è un manovale e quando la società impianti a fune del comprensorio Lusia apre i battenti, lui è tra i primi ad essere assunto; ci lavora per circa sette anni, prima come operaio e poi come gattista. Maria Cristina invece è sarta, un lavoro che ama e che le da grande soddisfazione. Entrambi hanno una grande manualità.

Esattamente un anno dopo essersi sposati, Giuseppe e Maria Cristina aprono insieme il loro primo piccolo laboratorio dolciario. Inizialmente si tratta più che altro di caramelle, confetti e qualche cioccolatino. Ci sono anche “Le Napoletane”, le caramelle che in tempo di guerra venivano fatte in casa stendendo sul marmo due strati di zucchero d’orzo con un ripieno di liquirizia: Giuseppe le crea ancora oggi con un vecchio stampo a pinza donatogli da un confettiere di Alemagna dopo averlo completamente rimesso a nuovo.

Come questo stampo ce ne sono stati altri di macchinari e strumenti recuperati e messi a nuovo; oggi l’attrezzatura per la pasticceria professionale si acquista facilmente, ma non è sempre stato così…La torroniera di Giuseppe, ad esempio, prima di essere restaurata e rimessa a norma di legge, abbelliva il giardino di un’antica villa signorile di Milano come fioriera da esterni.

Nel giro di pochi mesi dall’apertura, Giuseppe e Maria Cristina raddoppiano le produzioni, la clientela aumenta di mese in mese e il laboratorio inizia a produrre dolci locali e confetture che vengono poi marchiate e vendute da altre aziende. Dopo pochi anni si trovano così a un bivio: continuare con la produzione conto terzi investendo in un nuovo e grande capannone o restare “piccoli”, magari aprendo un negozietto e sviluppando qualcosa di nuovo?

Seguono tre mesi in cui Giuseppe non distingue più la notte del giorno, lavora ininterrottamente ma alla fine, con l’aiuto di Cristina, riesce a rivoluzionare completamente l’attività. Nasce così Fior di Bosco, la pasticceria artigianale che dice addio al conto terzi e abbraccia tutta la loro passione per le cose fatte bene.

Giuseppe e Cristina sono curiosi, appassionati ed entrambi, da quando hanno iniziato questa avventura, non hanno mai smesso di formarsi, studiare, aggiornarsi e confrontarsi con tanti professionisti del settore. Anche se per lavoro Giuseppe e Maria Cristina l’Italia l’hanno girata in lungo e in largo, Milano è da sempre la loro città: qui, infatti, si ritrovano più volte all’anno con tanti colleghi pasticceri di importanti pasticcerie d’Italia con i quali negli anni hanno condiviso, non solo percorsi formativi e professionali ma una grande e profonda amicizia. A Milano è legata anche l’esperienza formativa di Maria Cristina che, per valorizzare al meglio le speciali creazioni di Giuseppe, non ha mai smesso di seguire corsi e aggiornamenti a cura di un’importante vetrinista.

Maria Cristina e Giuseppe non sono mai rimasti fermi, così come le loro ricette. Da quando hanno iniziato nulla è mai rimasto invariato, eccetto la passione per quello che fanno. Così come M.Cristina studia nuovi materiali, tecniche e tendenze per il confezionamento dei dolci e l’allestimento delle vetrine, Giuseppe rivede ingredienti, armonizza proporzioni e inserisce nuove materie prime: quando hanno iniziato tutta la loro produzione era frutto dell’impasto di non più di tre farine, oggi Fior di Bosco ne utilizza almeno venti tipologie diverse.

…e poi c’è la pasta madre, quella che Giuseppe utilizza anche per panettoni e pandori che a partire da novembre assorbono le sue infinite giornate di lavoro. La pasta madre che Giuseppe coltiva da ben venticinque anni. La pasta madre alla quale, Giuseppe, per lavarla degli acidi notturni, fa il “bagnetto” tutte le mattine. La pasta madre che Giuseppe rinfresca almeno tre volte al giorno, e che, devi saper “ascoltare”, per intuirne cambiamenti e necessità. La pasta madre che richiede impegno assoluto e costante devozione ma che poi ti ripaga con un pane che rimane morbido sei giorni e un panettone che è il ponte per il paradiso della gola

Pasticceria Fior di Bosco la trovi in
Via Giuseppe Garibaldi 7
38037 Predazzo

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