La Stazione, destinazione Cultura

Una Stazione con un treno in partenza verso la conoscenza. Una Stazione per intraprendere un viaggio verso la scoperta, la ricerca. Per approfondire il passato e costruire il futuro. La Stazione – Destinazione Cultura è il nuovo polo culturale di Predazzo, una piazza del Sapere aperta ad accogliere idee e progetti, in uno spirito di condivisione e crescita personale.

Il 25 luglio 2023, in occasione della Festa del Santo patrono di San Giacomo, LA STAZIONE – DESTINAZIONE CULTURA ha finalmente aperto le porte; il nuovo polo culturale di Predazzo ha visto “partire il primo treno” con un evento di presentazione e visite guidate che hanno portato numerosi ospiti e concittadini alla scoperta delle diverse aree dell’edificio che presto ospiterà la nuova biblioteca.

L’idea di un progetto che riportasse in vita gli spazi della vecchia Stazione ferroviaria, ebbe origine diversi anni fa, grazie all’intuito di un gruppo di studenti del corso serale geometri dell’Istituto tecnico di Predazzo. Sotto la guida del prof. Ezio Gabrielli, gli studenti lavorarono ad un progetto di recupero e valorizzazione del vecchio edificio progettato dall’architetto Ettore Sottsass, realizzato all’inizio degli anni Venti e poi dismesso negli anni Sessanta. Il progetto di recupero, oltre al restauro dell’esistente, prevedeva la realizzazione di nuovi spazi paralleli collegati al vecchio edificio e adatti ad ospitare una nuova biblioteca.

Da quell’idea, accolta subito con entusiasmo dall’Amministrazione Comunale di allora e portata avanti da quelle successive, il progetto è stato sviluppato abbracciando un concetto innovativo dell’idea stessa di biblioteca: non più un semplice “contenitore” di libri, ma una vera e propria “piazza del sapere”, un centro culturale con spazi aperti e disegnati per accogliere incontri e percorsi formativi, per incentivare l’incontro intergenerazionale attraverso tante attività diverse, dalla musica, al gioco degli scacchi, dalla cucina all’arte.

L’interno della nuova Biblioteca, che porta la firma dell’architetto Paolo Chiocchetti, si presenta come un ampio open space caratterizzato da forme semicircolari e illuminato da grandi vetrate che permettono un’ottima illuminazione di tutte le aree, anche quelle interrate.

L’intera area è totalmente sbarrierata grazie all’utilizzo di rampe che permettono di transitare liberamente su tutta la superficie in totale autonomia. Al piano superiore troviamo una zona di lettura, libreria, e un’area dedicata al coworking completata da tutti i supporti tecnologici necessari (wifi, postazione per ricarica cellulari…) il tutto illuminato da una piacevole vista panoramica sui Lagorai.

All’esterno la terrazza è parzialmente coperta così da poter essere sfruttata per la lettura anche durante le ore più assolate. Scendendo al piano terra troviamo l’ampio open space che ospiterà la postazione principale dei bibliotecari e del personale addetto alla consulenza a supporto dei cittadini, anche i più anziani, nel reperire informazioni di utilizzo comune non sempre facili da rintracciare autonomamente.

Verso sud una grande terrazza permetterà di accomodarsi all’esterno per leggere o semplicemente per contemplare il panorama circostante. Scendendo una prima rampa si raggiunge l’area dedicata ai più giovani con un piccolo palco utilizzabile magari, per provare ad esporre una presentazione, e una sala di registrazione, chiusa e totalmente insonorizzata, dove sarà possibile suonare strumenti, cantare o registrare audio per vari utilizzi.

Proseguendo lungo il piano interrato, sempre sorprendentemente illuminato grazie all’utilizzo delle vetrate, troviamo un’altra sala dedicata all’esposizione di libri, un laboratorio che ospiterà anche una cucina attrezzata, dove sarà possibile organizzare corsi di cucina o di altre attività creative come ad esempio la scultura e un’area riservata al personale per svolgere attività più manuali o riunioni interne.

Un archivio storico insieme ad alcuni pregiati volumi scientifici del Museo Geologico verranno invece ospitati all’interno di una sala con accesso limitato. Su questo piano si trovano anche i bagni progettati per essere utilizzati in totale autonomia anche dai bambini più piccoli completati da fasciatoi e tutto il necessario per mamme e neonati.

Grande attenzione anche al risparmio energetico e alla sostenibilità: la biblioteca è infatti collegata alla centrale del teleriscaldamento a biomassa, munita di pannelli fotovoltaici e di un sistema per il recupero dell’acqua piovana che permetterà di irrigare il verde all’esterno dell’edificio. Infine un’area separata è stata dedicata al Gruppo Fermodellismo Ferroviario B51 che qui ha traslocato la propria sede esponendo i plastici e diorami realizzati dai componenti del gruppo inclusa una riproduzione in scala del tratto ferroviario Ora – Predazzo.

Da qui si accede infine al passaggio sotterraneo che collega il nuovo edificio a quello della “vecchia” Stazione i cui spazi, completamente restaurati, sono già stati aperti al pubblico in svariate occasioni di incontro e formazione. Il passaggio tra i due edifici diventa così espressione di un legame indissolubile tra passato e presente: “Quando vengono restaurati edifici di valore storico come quello della Stazione si corre il rischio che questi vengano posti sotto una “campana di vetro” perdendo così ogni contatto con la realtà che li circonda. E’ importante invece che la comunità possa tornare a vivere questi luoghi che sono stati protagonisti della storia del paese, oltre ad averne favorito lo sviluppo. Tornare a vivere la Stazione, con il dovuto rispetto e attenzione, significa tornare a valorizzare l’operato e le aspirazioni di chi ci ha preceduto garantendone la continuità attraverso nuove finalità d’uso.

Queste le parole di Giovanni Aderenti, attuale assessore alla cultura di Predazzo.

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