Evviva la Marcialonga!

La Marcialonga è una delle più famose e prestigiose gare di sci di fondo del mondo; si svolge ogni anno l’ultima domenica di gennaio, proprio qui, nelle valli di Fiemme e Fassa, e il comitato organizzatore ha la sua sede presso lo stadio del salto di Predazzo.

La gara, che nel 2023 ha raggiunto la sua 50ª edizione, richiama migliaia di appassionati da tutto il mondo: atleti professionisti e amatoriali si sfidano sui 70 km di percorso che attraversano i suggestivi paesaggi delle Dolomiti.

La storia della Marcialonga nasce un po’ per caso e un po’ per scommessa, quando quattro amici, Mario Cristofolini, Giulio Giovannini, Roberto Moggio e Nele Zorzi, appassionati di sci di fondo, parteciparono alla più famosa Granfondo al mondo, la svedese Vasaloppet. Al termine di quella impresa sportiva i quattro iniziarono a sognare una gara simile nella loro terra, magari con un percorso che attraversasse le valli di Fiemme e Fassa.

L’ambizioso progetto dei quattro amici venne inizialmente accolto con un certo scetticismo, ma grazie alla perseveranza e al coinvolgimento fin da subito di tanti volontari, il 7 febbraio 1971 vide la luce la prima edizione della Marcialonga.

I quattro organizzatori si aspettavano l’iscrizione di circa cento partecipanti, invece ne arrivarono ben 1.157.

Da quella prima edizione il percorso è sempre rimasto lo stesso: parte da Moena, prosegue in salita fino a Canazei, scende la Val di Fassa ed entra in Val di Fiemme passando per Predazzo. Continua poi per lo stadio del fondo di Tesero e arriva, dopo l’ultima faticosa salita, a Cavalese. Negli anni 1975, 1989 e 1990, a causa della mancanza di neve, la manifestazione non si svolse, mentre in molte altre edizioni il percorso è stato accorciato, come nel 1994, l’edizione con il percorso più corto, appena 45 km con arrivo a Predazzo.

La prima Marcialonga fu vinta da Ulrico Kostner davanti al favorito Franco Nones, oro nelle Olimpiadi Invernali di Grenoble 1968. Nel 1978, quando la competizione venne aperta anche alle donne, Dominique Robert fu la prima vincitrice. In verità, già a partire dal 1972 alcune donne cercarono di partecipare alla gara camuffandosi con baffi finti o utilizzando nomi falsi e nel 1977 furono ben 14 le donne squalificate al traguardo per essersi iscritte sotto falso nome.

Nel 2004 la Marcialonga è stata inserita nella Coppa del Mondo di sci di fondo ma fin dalla sua prima edizione è sempre stata ampiamente apprezzata per essere un evento sportivo che unisce tradizione e innovazione, passione e divertimento, competizione e solidarietà, valorizzando il patrimonio naturale e culturale delle valli di Fiemme e Fassa.

E’ di fatto una gara popolare che coinvolge ogni anno oltre 7.000 atleti provenienti da oltre 30 nazioni che si cimentano nella sfida dei 70 km, o nella Marcialonga Light, la gara di 45 km che parte da Moena e arriva a Predazzo. La gara è anche un’occasione di festa e di aggregazione, che coinvolge tutto il territorio, con spettacoli ed eventi collaterali, come la Minimarcialonga, o il revival dello sci, la Marcialonga Story, che in occasione dei cinquant’anni è stata riproposta con una versione serale e un suggestivo arrivo nella piazza di Predazzo. E poi ci sono le gare estive: Marcialonga Craft (Granfondo ciclistica su strada) e Marcialonga Coop (podistica da correre sia individualmente che in staffetta).

Nel 2013, anno memorabile in cui la Val di Fiemme ospitò per la terza volta i campionati mondiali di sci nordico e le gare di sci di fondo della XXVI Universiade invernale, si registrò il maggior numero di partecipanti, con 7.570 atleti. Altra particolarità sempre della 40ª edizione fu l’allungamento del percorso (72 km, anziché i classici 70 km) per consentire il transito nei centri abitati di Canazei e Predazzo.

I concorrenti che hanno partecipato a tutte le edizioni della Marcialonga sono chiamati “senatori” o “pionieri” (dal 2019 sono stati nominati a vita gli ultimi 10 rimasti per aver portato a termine consecutivamente le prime 46 edizioni) mentre gli sciatori amatoriali che partono nell’ultimo scaglione sono denominati scherzosamente “bisonti”.

Dal momento che il punto di partenza ed arrivo sono situati in località differenti (rispettivamente Moena e Cavalese), prima della partenza gli atleti inseriscono gli oggetti personali in una sacca personale numerata (corrispondente al numero del proprio pettorale di gara), che viene consegnata all’organizzazione, la quale provvede a riconsegnarla all’arrivo.

I vincitori delle categorie maschile e femminile vengono accolti all’arrivo dalla Soreghina, una ragazza originaria dei paesi attraversati dalla Marcialonga e che veste il costume della propria cittadina. La Soreghina è incaricata di premiare i vincitori con una grande corona d’alloro, infilata (o a volte lanciata in velocità) sulle spalle dell’atleta. Tuttavia, anche il concorrente che giunge per ultimo all’arrivo di Cavalese al buio della sera viene calorosamente accolto con un’identica corona d’alloro e festeggiato al pari del vincitore.

E’ anche per questo che il fascino della Marcialonga non accenna a diminuire, per il suo essere grande sfida sportiva e evento di tradizione e folklore insieme. La Marcialonga piace per il calore della gente che accoglie con entusiasmo il passaggio dei concorrenti, per una pista che transita nel cuore di molti paesi, per l’inimitabile panorama che solo le Dolomiti sanno regalare.

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